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mercoledì 6 gennaio 2016

Paris, Je T'aime.

Dicembre 2005. Sto vedendo per l'ennesima volta Moulin Rouge di  Baz Luhrmann ,
una rivisitazione avveniristica de La Traviata di Verdi interpretata
da Nicole Kidman ed Ewan McGregor che ogni volta mi commuove,
una pellicola che adoro ambientata nella Parigi bohèmien di Pigalle.
A seguire un paio di puntate di Sex end The City in cui Carrie
 è sempre a Parigi, e delusa dal russo è nello sconforto fino a quando il suo adorato Big
 la trova accovacciata nella hall dell'hotel.
 
Mancano pochi giorni al 31 dicembre e nella mia mente qualcosa
 mi dice che Parigi sarà la mia prossima meta di capodanno.
Complice la mia amica Francesca, il giorno dopo ho già in mano i
biglietti di un viaggio organizzato di andata e ritorno per un capodanno
sotto la torre Eiffel ma alla fine partirò sola, determinata come sempre verso la meta.
 
Al rientro, all'aeroporto Charles de Gaulle,
conoscerò l'uomo che sposerò dopo soli 6 mesi.
 
 
Dicembre 2015. Dopo dieci anni, nonostante gli attentati al cuore di Parigi da parte dell'ISIS,
 la paura non ci ferma, l'amore è più forte dell'odio e
quindi tutti e tre voliamo a Parigi, la ville Lumière, la città dell'Amore.
 
I miei occhi parlano da soli, j'aime Paris <3
 
 
 
Per il look parigino indosso cappotto rosso di Annie P,
borsa disco Soho di Gucci, stivali con tacco a spillo
 di Sam Edelman , basco Sisley ,
collant Calzedonia e trucco Dolce e Gabbana.

 
Il nostro hotel è vicino a Rue Rapp e passando questo incrocio la Torre Eiffel
si mostra nella sua bellezza.
Pensare che ogni giorno quando usciremo avremo questo scorcio già mi elettrizza.
 
 
Sorrisi di famiglia #smile #noi3

Lo splendore dai Champs de Mars
 

Ceniamo a La Terrasse, ristorante di fronte alla metro Ecole Militaire,
menu a base d'anatra come da tradizione francese, ottima cucina, ottimo vino dunque non ci resta che incamminarci
poco prima di mezzanotte per stappare una bottiglia di
Champagne sotto la Torre.
 La borsa che indosso è di Dolce e Gabbana della linea #dgmamma .

 
Buon Anno!!!
 
 Happy New Year dalla nostra bella famiglia!
 

 Il primo dell'anno sugli Champs Elysèes! Bonne Annèe

 
 
Una foto della Chiesa su Sacre Coeur a Montmartre, irrinunciabile tappa ogni volta che vado a Parigi.

Moulin Rouge a Pigalle

 


Jardins Tuileries
 
Carrozze d'altri tempi sui Champs Elysèes


 
La sera del 1°gennaio 2016, per festeggiare degnamente l'inizio d'anno, abbiamo prenotato la cena su un bateau parisien, con crociera sulla Senna della durata di due ore e mezza. L'idea è stata mia perché dopo tante volte passate a Parigi, non ero mai riuscita ad organizzarmi per fare questa cosa davvero incredibile. Sicuramente il romanticismo è alle stelle, panorama mozzafiato visibile dal battello interamente vetrato, luce soffusa, musica dal vivo, portate curatissime abbinate ogni volta ad un vino diverso, insomma la perfezione, un'esperienza che sicuramente consiglio.


Foto ricordo scattata dal fotografo a bordo del Bateau Parisien

 I giorni a Parigi volano ovviamente e considerando che i monumenti simbolo di Parigi sono giù noti perché visti in altre occasioni, ci spingiamo con la metro fino al Bois de Boulogne per vedere la recente costruzione della Fondazione Louis Vuitton, disegnata da Frank Gehry.
Le linee rispecchiano assolutamente lo stile dell'architetto che già avete visto all'opera nel museo di Bilbao (Guggenheim di Bilbao-post di agosto 2015) ma in questo caso l'ispirazione non è il pesce ma un enorme veliero di 1500 tonnellate d'acciaio e 3600 pannelli di vetro temperato, il tutto assemblato in circa 10 anni di lavoro.
Io ovviamente sono andata solo per il "contenitore " e non il "contenuto" perché all'interno vi sono solo pezzi d'arte moderna che fatico a capire o che comunque non mi trasmettono grandi emozioni, molto bello il bookshop con l'aggiunta della sezione dedicata al design di piccoli oggetti d'arredo.
Forse avrei preferito che questo maestoso edificio fosse il contenitore delle borse della maison francese...sarei stata molto più interessata agli articoli esposti... :)


 Il parco della Fondazione è comunicante con i Jardin d'Acclimatation, un grande parco popolato da alcune specie di gru , cigni, caprette ed altri piccoli animali che in questo periodo di feste è stato invaso dalle giostre del villaggio di Babbo Natale. La fondazione così come il parco si raggiungono con la metro n.1 fermata Sablons, in direzione Defense.




Da una terrazza della Fondazione è ben visibile la Torre Eiffel.

 
Io in una sala espositiva all'interno della Fondazione Louis Vuitton.
 
Le giostre del villaggio di Natale ai Jardins d'Acclimatation

 Sono consapevole del fatto che Notre Dame ha una facciata vista e rivista ma quando ci si trova davanti è così maestosa che non si resiste e poi come non pensare alla leggenda di Quasimodo e la favola della Bella e la Bestia?


 Forse non tutti sanno che a Parigi c'è una statua della Libertà come a New York, solo più piccola, circa 12 metri, ed è il primo esemplare costruito da Bartholdi nel 1870. In seguito l'esemplare più grande che tutti conoscono fu donato dalla Francia agli Stati Uniti in occasione del centenario della  Dichiarazione d'Indipendenza Americana pertanto inaugurata solo nel 1886 nella baia di Hudson.
In realtà Parigi conserva ben tre modelli di statue della Libertà, il primo è questo che vedete nella foto sul Pont Grenelle, sull’Île aux Cygnes ma un secondo esemplare è esposto all'ingresso del museo di Orsay e l'ultimo esemplare è conservato presso il museo delle Arti e Mestieri. Una copia è poi esposta nei Giardini di Lussemburgo e una fiamma alta 3,5 metri è sul ponte dell'Alma, riproduzione in scala esatta della torcia della statua della Libertà di New York.
Inizialmente la statua della Libertà sul Pont de Grenelle era girata in direzione della Torre Eiffel, ma poi ci si rese conto che in tal modo avrebbe dato le spalle agli Stati Uniti e dunque nel tempo fu ruotata nella posizione come la vediamo oggi con la spalle alla torre.
 

 In un'uscita dopo cena, ecco la vista del Pont Grenelle con la sua Statua della Libertà e la Tour Eiffel alle spalle.


 
Una foto della Galleria del Museo d'Orsay, uno dei miei musei preferiti di Parigi, l'arte racchiusa qui dentro ti può parlare se la sai ascoltare.


Il fascino di questo edificio dei primi del novecento sfuggito ad un destino crudele che lo avrebbe visto demolito in funzione della costruzione di un grande hotel di lusso è qualcosa di tangibile quando ci si affaccia dalle vetrate di uno dei due grandi orologi del prospetto . La vista è indescrivibile, la Senna separa il museo dai Giardini delle Tuileries e non sfugge a sinistra in alto le Sacre Coeur di Montmartre.

Foto storica della vecchia stazione dell'Orsay prima della conversione a museo.
 
In questo museo potrei passarci le giornate, seduta di fronte ai grandi dipinti di Monet, Manet, Cezanne, Degas, Sisley, Lautrec, Van Gogh, Gauguin ecc...opere splendide, sapientemente posizionate lungo un percorso che davvero trasporta il visitatore ad assaporare l'arte, vedere da vicino la tecnica della pennellata, la brillantezza degli oli.

 Solo alcune delle opere che adoro, esposte al Museo D'Orsay.

 

Io al Parc del Palais Royal, di Fronte al Louvre.
 
Ultima tappa museale è quella del Louvre dove non si può non salire alla sala 6 per vedere, seppur da lontano considerando la calca, la nostra Gioconda di Leonardo Da Vinci. Non vi sconvolgerà se è la prima volta che la vedete, è l'unico quadro sotto vetro e direi uno dei più piccoli esposti quindi forse rimarrete delusi.
 
Un consiglio, se dovete programmare una tappa a Parigi e volete visitare i musei, ricordate che la prima domenica di ogni mese sono gratuiti.


Che dire, Parigi vale sempre la pena, è una città che ormai posso direi di portare nel cuore, adoro la sua arte, la cultura, i monumenti, gli scorci e pure i tetti mansardati perché qui, anche solo una passeggiata ti mette il buon umore.
 
 
 
 
Concludo con una frase tratta dal Piccolo Principe di Saint- Exupéry:
 
"Tu seras pour moi unique au monde.
Je Serai pour toi unique au monde..."
 
"Tu sarai per me unico al mondo,
Io sarò per te unica al mondo"...
 
 
 
 

domenica 22 novembre 2015

L'histoire de Manon dopo gli attentati a Parigi

Parigi, Maggio 2015,mi trovavo qui per assistere alla recita di Manon con Roberto Bolle e Aurelie Dupont insieme alla mia amica Anna, solo sei mesi dopo, la torre Eiffel, simbolo di Parigi si spegnerà in segno di lutto per tutte le vittime degli attentati del 13 novembre. #prayforParis
***
E' venerdì sera, mio marito è uscito con gli amici, mia figlia è a letto e io controllo sul tablet alcune offerte per capodanno, la mia ricerca è mirata a Parigi, io adoro questa città e la conosco bene perché sono già stata varie occasioni e questa volta vorrei programmare una tappa per fine anno visto che giusto il 31 dicembre di dieci anni fa io e Thomas ci siamo conosciuti sotto il cielo della Ville Lumière.
Piccolo zapping tra booking.com ed i social ed ho un brivido...Parigi è sotto attacco. Ci sono state due esplosioni allo Stade de France, 15 persone sono già morte in un bistrot a colpi di  kalashnikov e poi è la volta del Bataclan, tutto esaurito dove si sta svolgendo il concerto degli Eagles of Death Metal  pieno di giovani che spesso e volentieri si trovano in questo locale per i prezzi abbordabili e la buona musica. Pochi istanti e sarà una carneficina.
Parigi in 40 minuti ha visto strappare la vita di 130 innocenti, uccisi mentre svolgevano la loro quotidianità, chi allo stadio, chi al ristorante, chi al teatro.
Io sono sconvolta, la notte trascorrerà davanti alle notizie apprese dalla tv.
L'indomani è tempo di partire per Milano, al teatro alla Scala c'è la recita di Manon Lescaut in cui Roberto Bolle interpreterà il giovane studente Des Grieux e Svetlana Zakharova nei panni di Manon. L'umore è molto basso, l'estate di San Martino pare finita giusto in tempo per portare la malinconia, un cielo grigio e una pioggerellina fine su Milano, tante lacrime sui nostri fratelli francesi.
***
Giovedì scorso Manon non è andato in scena, i tecnici di palcoscenico hanno scioperato e non potendo allestire le scenografie, la prima è stata annullata quindi per questa sera c'è grande attesa.
Io decido che,come per ogni tragedia,bisogna comunque andare avanti e così cerco di mettere da parte i pensieri, la paura per un mondo di tenebre per i nostri figli, la paura che potrebbe capitare a ciascuno di noi di essere uccisi così senza motivo, l'ansia per tutti i voli che ho in mente di prendere nel prossimo periodo... meglio non pensare, siamo davvero pedine di un destino forse già segnato, godiamoci la vita, viviamo al meglio .
Mi preparo in fretta, devo raggiungere le mia amiche sotto il portico del teatro e giusto un selfie prima di uscire e poi una foto in ascensore.
 Orecchini hand made e corona di Rossella Catapano Jewels



Indosso un abito in pizzo nero, sandali Dolce e Gabbana; la borsa è una mia creazione.

Borsa hand made, creata da me in velluto nero con pietre che richiamano gli orecchini indossati ed i sandali.




"Il tempio delle meraviglie" alias teatro alla Scala di Milano in tutto il suo splendore.
In platea prima dell'inizio dello spettacolo, una foto di gruppo con le mie amiche (da sx. Eleonora, Lucia, Manuela, Jole, io, Anna, Monica, Gabriella, Monica, Cristina e Nadia).


Si abbassano le luci, si apre il sipario ma il sovrintendente e direttore artistico Alexander Pereira prende parola e a nome di tutto il corpo di ballo della Scala annuncia lo sgomento derivante dai fatti accaduti a Parigi la sera prima . Dopo le sue parole annuncia un minuto di silenzio e così dunque inizia questa serata, già ampiamente caricata di pathos.


Un  minuto di silenzio per gli attentati a Parigi del 13 novembre.

Il primo atto si chiude con Bolle-DeGrieux innamorato della sua Manon e durante la prima pausa mi accorgo che Giorgio Armani è in sala, dietro di me di alcune file. Ad ottobre 2014 in occasione del Romeo e Giulietta gli avevo chiesto la prima foto e anche questa volta non ho resistito. Nonostante l'icona che ormai rappresenta a livello mondiale per l'impero da lui creato, ritengo che parte del suo successo sia anche dovuto alla sua grande personalità e capacità di rimanere negli anni un grande uomo che non ostenta ciò che è divenuto. Alla mia richiesta timorosa di una foto lui risponde: "Prego, si sieda". "Un onore per me rivederla qui" rispondo io. Davvero gentile penso, in fondo non era ad un evento mondano quindi avrebbe potuto anche rifiutare e invece ogni volta mi stupisce con la sua naturalezza e semplicità .







Altra foto nel foyer del teatro.



Manon muore tra le braccia del giovane Des Grieux in una landa desolata di New Orleans; il finale è sempre commovente e nonostante conosca ormai a memoria questo balletto per le innumerevoli volte in cui ho potuto vederlo, posso dire che è il mio preferito . Ritengo che Manon rappresenti un po' tutte le sfaccettature della vita terrena, si parla di amore, di tradimenti, di violenza, d'inganni, di lussuria, di agiatezza e di povertà, vita e morte si alternano e creano nello spettatore un grande coinvolgimento.
In questa serata Roberto Bolle e Svetlana Zakharova sono stati superbi, erano veramente Des Grieux e Manon e non più Roberto e Svetlana.
Appena si riapre il sipario dopo l'ultima scena, Roberto e Svetlana sono provati, non solo fisicamente ma anche emotivamente, è un balletto in cui devono dare il meglio e questa sera forse si sono superati con la loro bravura travolgente.
Io sono commossa, la serata già era partita con troppe emozioni e pensieri in testa, ora però c'è una grande luce attorno alle nostre stelle, Roberto e Svetlana hanno rischiarato le tenebre del giorno prima, il pubblico non può che reagire con applausi scroscianti ed è standing ovation. Ho perso il conto di quante volte abbiamo fatto uscire i ballerini con i nostri applausi, tutti meritati. Il pubblico aveva bisogno di vedere tanta bellezza questa sera, Roberto e Svetlana sono riusciti in questo compito, in un periodo storico in cui per salvarsi  dall'odio forse l'unico modo è perdersi nell'arte, nell'armonia dei corpi, nel bello di ciò che la vita offre.



Roberto Bolle nei saluti finali al pubblico .


Svetlana Zakharova nei panni di Manon .



La serata si conclude con l'autografo sulla locandina e foto di gruppo!Quanta pazienza Roberto, negli anni non sei cambiato affatto, il successo ti ha reso famoso ma ogni volta non te ne vai senza un sorriso, un autografo e una foto per i tuoi fans; per me è davvero un privilegio poterti seguire e ammirare la tua bravura sul palco, tanta dedizione in te ha davvero creato un ballerino insuperabile sia dal punto di vista tecnico che recitativo.


Non mi resta che dire: arrivederci a Dicembre per la prima di Cinderella!


Il mattino arriva presto e dopo una visita al cenacolo Vinciano riparto, ogni volta e dopo ogni spettacolo con tanta energia in più .

Pe il viaggio indosso comodi jeans, pull in angora N°21, Cappotto Pinko e borsa Amber di Sara Battaglia.



Borsa Amber di Sara Battaglia della nuova collezione FW2015.